In questo periodo dell’anno ci troviamo proprio nei giorni dedicati al carnevale, ma IL Carnevale con la “C” maiuscola è solo Il Carnevale di Ivrea che, nell’era pre-COVID19, si svolgeva proprio in questi giorni.
Famoso in tutto il mondo per la nota Battaglia delle Arance, l’evento eporediese è da sempre conosciuto e ricercato.
Ma qual è la storia del Carnevale di Ivrea?
Le origini della Battaglia, protagonista del Carnevale, affondano le radici nel medioevo durante una rivolta popolare che portò l’abbattimento della tirannia feudale, affermando Ivrea come comune libero. Secondo la leggenda a dare origine alla rivolta fu il gesto eroico di Violetta, figlia di mugnai, che non volendo sottostare allo ius primae noctis, con una spada uccise il feudatario che affamava la città. Il Carnevale di Ivrea è quindi una festa dall’immenso valore simbolico che celebra la libertà e il rispetto. Nella rievocazione annuale della battaglia il popolo è rappresentato da squadre di aranceri che combattono senza protezioni contro le armate del feudatario, impersonificate da lottatori su carri bardati con protezioni che richiamano le armature dei feudatari antichi. Non esiste al mondo tradizione simile, forse una analoga per alcuni aspetti è la Tomatina, una tradizionale festività spagnola. Ebbene, dopo l’assalto ai carri, il lancio delle arance ha inizio ricoprendo tutti e tutto.
Ma come evitare di essere travolti della battaglia?
Gli spettatori devono indossare il famoso Berretto Frigio, rosso e a forma di calza, simbolo dell’ideale adesione alla rivolta, anche se non c’è una reale garanzia del riparo sicuro. Ecco qualche numero indicativo per far emergere l’entità dell’evento:
- oltre 4000 tiratori a piedi suddivisi in nove squadre partecipano ogni anno, ognuna con una sua piazza di tiro,
- oltre 50 carri trainati da cavalli,
- per un totale di 20mila i visitatori che ogni anno arrivano in città per il Carnevale di Ivrea.
Ma come “vincere” la Battaglia delle arance?
Nei giorni del combattimento viene costituita una giuria che ha l’obiettivo di premiare la squadra più leale, grintosa e ardita che vincerà la contesa. Tra le squadre protagoniste del Carnevale, come non citare i Diavoli? La compagnia di aranceri più vittoriosa e titolata di sempre, in grado di scatenare un tifo da stadio. Sono proprio i Diavoli che portano il Carnevale nel mondo con la loro passione, arrivando ad avere perfino appassionati e fan. I colori giallorosso della squadra e la loro immagine iconica, sono protagonisti di una nuova operazione comunicativa che ha l’obiettivo di celebrare la grande “tradizione Diavolesca“ con istallazioni Led Art Tech, mettendo in luce la propria identità.
Grazie al circuito avanzato del Maxischemo, alla creatività, all’immagine e al design innovativo dei contenuti trasmessi 24 ore su 24, l’impatto finale dell’istallazione per i Diavoli è straordinario e di grande effetto. Grazie al contributo di Art Tech Maxischermi Led i Diavoli hanno dato il via, in modo rivoluzionario e avanzato, ad un nuovo modo di comunicare e implementare l’immagine e la personalità della squadra protagonista dello storico Carnevale di Ivrea.
È importante ricordare che il Carnevale di Ivrea è un evento pacifico e si propone di trasmettere i valori della lealtà, del rispetto altrui, della sportività. Vi sono infatti delle regole precise che coordinano la manifestazione e che ne decretano la squadra vincitrice. E tutte le arance che vengono usate per il Carnevale? Questa manifestazione non esorta lo spreco, infatti le arance utilizzate per l’evento arrivano dalla Sicilia e dalla Calabria e sono arance destinate al macero, non commestibili, ma grazie al Carnevale di Ivrea vengono utilizzate per la battaglia e successivamente trasformate da rifiuti in fertilizzanti per le aziende agricole canavesane, inoltre sono adoperate come concime per le piante della città stessa.
